Dott.ssa Michela Gorini

Psicoanalisi Lacaniana

Appuntamento con…

Questa è la mia pagina professionale. E alle origini della mia professione è stata la scelta di studiare la Psicologia come materia, questo tipo di sapere che avrei trovato dentro i libri dell’università, tra le parole dei docenti. Dopo la laurea ho scelto la professione di psicoterapeuta e mi sono specializzata seguendo una formazione psicoanalitica di marca freudiana, secondo l’eredità di Freud e la sua lettura dei sintomi e del profondo. La mia formazione clinica all’Istituto Freudiano è segnata dagli insegnamenti dello psicoanalista e psichiatra francese Jacques Lacan.

Attraverso l’analisi personale mi sono portata verso l’esperienza di unicità dell’essere umana, l’irripetibilità, l’irriproducibilità del sentire, la fugacità dei sintomi, il linguaggio dell’inconscio e quello del reale, inaccessibile al dire. L’impotenza del linguaggio e la necessità.

Nella professione ho imparato l’ascolto attraverso le parole del paziente, oltre e al di là del dire, non costruire un senso dato (e morto), muovermi sulle tracce della catena significante, le parole portate in seduta. Lasciarsi insegnare, ad ogni appuntamento che accade, ad ogni seduta, il movimento e la staticità. Esserci, nel punto dove è il paziente a convocare. La trasmissione di un sapere di questo tipo può soltanto passare per l’inconscio, proprio e dell’Altro e nell’Altro che non c’è.

Ed è passata per le mani, la voce, lo sguardo dell’analista dove mi sono recata per anni, appuntamento replicato, desiderato, inedito. L’analista non incarna l’Altro, non è il modello cui identificarsi, ci insegna Lacan, ma incarna lo scarto del dire, ciò che resta refrattario al sapere, l’oggetto dove qualcosa si è fissato del proprio godimento originario, in forme diverse rilavorato, riprodotto, commentato fino l’incommentabilità. Questo significa che una analisi passa per e attraversa il corpo.

Godimento è un significante chiave prezioso di J. Lacan, perché nella clinica è ciò che il soggetto porta in seduta come bagaglio, sofferenza, lamento, spinta, ripetizione, macigno. Si ripete uguale a se stesso nel sintomo. Marca la propria divisione soggettiva, il voler essere in qualche modo e il fallimento della, che dir si possa/voglia, volontà, lo scarto tra il volere e il desiderare.

Una analisi è anche questo, sapere qualcosa del proprio modo di esistere e di godere nel sintomo, sapere che si è anche lì ma da artefici e non spettatori di fronte al destino. Tu puoi sapere (cit.) Sapere qualcosa ancora del tuo più intimo desiderio.

M. Gorini

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