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Allora soffrivo. Non mi importava né di scuole né di teorie.

Quello che è passato tra lui e me, è che lui era al posto giusto per me, non il Lacan teorico, lui era lì dove io lo aspettavo. Pochissime parole ma che facevano colpo, ogni volta. Ci ho messo anni per capirle, ma dopo. L’effetto di tutto questo è stato che, la sofferenza che mi portavo dietro, a un certo punto se n’è andata. Il punto centrale della mia esistenza, che era già presente fin da quando ero piccolo, era rimasto quella passione lì. La passione che si è tramutata topologicamente in altre cose. Lacan mi ha dato la mano in questo percorso.

Antonio Di Ciaccia  Presidente IF, traduttore e curatore dell’opera di J. Lacan in Italia

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